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Lirica, Teatro alla Scala

‘Il trionfo del Tempo e del Disinganno’, il Teatro alla Scala presenta il suo primo complesso barocco

di redazione

Milano, giovedì 28 gennaio 2016 -

Al Teatro alla Scala arriva il settecento barocco con l'opera di Händel Il trionfo del Tempo e del Disinganno’, in scena con 8 recite da questa sera fino al 13 febbraio.

trionfodisingIl Teatro scaligero con quest’opera presenta per la prima volta al pubblico il suo complesso barocco: un gruppo di strumentisti che nei mesi scorsi ha approfondito con il maestro Diego Fasolis tecnica, impiego di strumenti originali e prassi esecutive settecentesche.
‘Il trionfo del Tempo e del Disinganno’ è per il direttore d’Orchestra Fasolis “un capolavoro assoluto, giovanile, dove c’è ancora una brillantezza e un desiderio di non adattarsi immediatamente alle forme che poi diventeranno più regolari. La cosa che più mi impressiona – sottolinea Fasolis – è l’aderenza perfetta della musica al testo. I quattro solisti si giocano bene più di due ore di musica impervia e difficilissima dal punto di vista tecnico-virtuosistico, ma anche dal punto di vista dell’emozione e del trasporto dei sentimenti a un pubblico moderno”.

Era il 1707 quando Händel, a soli 22 anni, ha scritto quattro opere e da un anno era in viaggio in Italia per conoscere e farsi conoscere nella scena musicale più importante d’Europa. A Roma, dove le diego fasolis 4rappresentazioni d’opera sono vietate, conobbe il raffinato Cardinale Pamphilj insieme al quale progetta un oratorio i cui personaggi sono vivi come quelli di un’opera e in cui l’argomento è moraleggiante, ma la musica è scopertamente sensuale: nasce così 'Il trionfo del Tempo e del Disinganno'.
I registi Jürgen Flimm e Gudrun Hartmann ne esplicitano la dimensione teatrale collocando le schermaglie con cui Piacere, Tempo e Disinganno si disputano Bellezza in un elegante locale anni ’20, mentre avanza la notte.    

I solisti vocali, tra i più apprezzati specialisti di questo repertorio, sono il soprano Martina Jankova, il mezzosoprano Lucia Cirillo, il contralto Sara Mingardo, e il tenore Leonardo Cortellazzi. "Quattro solisti straordinari li definisce il maestro Diego Fasolis, “voci sufficientemente potenti con una capacità di far vibrare tutta la sala”.