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“The Rolling Stones”, alla ONO arte la mostra fotografica di Michael Putland e Terry O’Neill

di redazione

Bologna, martedì 14 giugno 2016 -

È dedicata al mito dei Rolling Stones la mostra fotografica di Michael Putland e Terry O’Neill ospitata alla ONO Arte Contemporanea di Bologna, dove sarà inaugurata il 16 giugno, alle ore 18, e rimarrà visitabile fino al 23 luglio 2016.

Rolling Stones mostraTHE ROLLING STONES. It’s only Rock and Roll (but I like it), così è intitolata la mostra, è composta da circa 50 immagini in diversi formati che ripercorrono la carriera dei Rolling Stones. Parte perciò dagli esordi della band negli anni Sessanta, arrivando alla consacrazione al grande pubblico nel corso del decennio successivo.
«Everywhere you looked in London, something was happening». Terry O’Neill, fotografo nato nell’East End di Londra, descrive così l’ambiente in cui si trova immerso nel pieno della Swinging London. Batterista jazz, il suo sogno era stato da sempre quello di poter volare negli States per suonare nelle band più famose ma, per inseguire quel sogno americano, O’Neill è costretto a trovarsi un lavoro che gli consenta di mantenersi. Inizia così, un po’ per caso, la carriera all’interno della British Airways prima come fotografo e poi come fotoreporter. Alla sua passione per la musica si aggiunge subito quella per la fotografia. Il suo approccio alla macchina fotografica non tarda infatti a collimare con l’amore per la musica: è sua la prima immagine apparsa su un quotidiano inglese che ritrae i Beatles nello studio di Abbey Road. Ma in quegli anni a Londra, oltre al famoso quartetto di Liverpool, un’altra band stava cominciando a muovere i primi passi e a iniziare a far parlare di sé: i Rolling Stones.
Negli anni Sessanta Terry O’Neill incomincia a immortalarli per le strade di Londra, il loro look è ancora “da bravi ragazzi”, un po’ simile a quello dei Beatles. Ci regala così alcune delle immagini più famose del gruppo con quella che è la formazione originale e più amata: con Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Bill Wyman e l’oramai leggendario Brian Jones. Rolling Stones2 mostra
Se da un punto di vista estetico, dunque, gli Stones appaiono nelle foto di O’Neill ancora alla ricerca di uno stile identificativo, dal punto di vista musicale emerge già quella caratteristica che sarà la vera e grande differenza tra loro e i Fab Four. Il loro approccio appare infatti sin da subito diverso, graffiante e intriso di rimandi alla tradizione americana.
Questa diversità comincerà di lì a poco ad essere sempre più lampante anche nel look. Nel corso degli anni Settanta infatti si fa più sicuro e trasgressivo, dimostrando tutta la sicurezza propria delle rock star e uno stile adatto al loro nuovo status.
E così, come delle vere e proprie rock star appaiono agli occhi e all’obiettivo di Michael Putland, che essendo il loro fotografo ufficiale all’inizio degli anni Settanta, riesce e riprenderli da un punto di vista privilegiato e a congelare quel cambiamento sulla pellicola. Michael Putland, oltre ad essere sul set di molti video tra cui il celebre It's onlyRNR (but i like it), segue la band in tour, testimoniando una delle loro principali caratteristiche, ovvero la performance live. A differenza dei Beatles, che smisero di suonare dal vivo a metà degli anni 60, gli Stones hanno costruito il loro mito soprattutto nei live e negli anni ‘70, diventando in poco tempo una macchina da spettacolo tuttora attiva e vitale. Il punto di vista privilegiato di Putland non è però solo sul palco ma anche nei backstage, in studio e durante i numerosi party abilmente raccontati in immagini che rappresentano un’era.


Immagini che, assieme a quelle in mostra, si trovano nel nuovo titolo della collana che ONO cura per Lullabit, ROLLING STONES by PUTLAND nelle librerie da settembre ma presentato in anteprima durante la mostra nella galleria bolognese. Sabato 18 giugno, dalle ore 16 in poi, Michael Putland sarà alla ONO arte per firmare le copie del catalogo, edito da LullaBit.

 

Arte Fair

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